Affitti brevi a Genova e Liguria: cosa serve davvero per essere in regola

Feb 02 26

Quando si parla di affitti brevi a Genova e più in generale in Liguria, la sensazione più comune tra i proprietari è quella di muoversi in un terreno poco chiaro. Sigle, portali e obblighi sembrano moltiplicarsi, e spesso è difficile capire cosa sia davvero indispensabile fare e cosa, invece, venga solo percepito come tale.

Il punto di partenza è sempre lo stesso: distinguere i diversi piani su cui si muovono gli adempimenti. Amministrazione, sicurezza e comunicazioni statistiche rispondono a logiche diverse, e confonderle è il modo più rapido per complicarsi la gestione.

Il primo passaggio, in Liguria, è la registrazione dell’immobile sul portale CITRA. Questo adempimento serve a comunicare ufficialmente che l’immobile viene destinato alla locazione turistica o all’affitto breve. Senza questa registrazione, l’attività non è formalmente riconosciuta, anche se l’appartamento è pubblicato online e riceve prenotazioni.

Da qui discende il tema del Codice Identificativo Nazionale. Il CIN non è un ulteriore passaggio “facoltativo”, ma lo strumento che consente di collegare l’annuncio a un immobile regolarmente registrato. Il punto critico, nella pratica, non è ottenerlo ma utilizzarlo correttamente, riportandolo negli annunci in modo coerente e verificabile.

Accanto agli aspetti amministrativi, c’è poi il piano della pubblica sicurezza. Ogni ospite che soggiorna in un affitto breve deve essere comunicato alla Questura tramite Alloggiati Web. È un obbligo che non dipende dalla durata del soggiorno e che richiede puntualità assoluta. Proprio per questo è uno degli aspetti che più spesso genera problemi quando viene sottovalutato.

In parallelo, esiste l’obbligo di comunicare i flussi turistici agli enti competenti. In Liguria si tratta di una comunicazione distinta, con tempistiche proprie, che riguarda arrivi e presenze. Anche in questo caso, la mancanza di ospiti non esonera dall’adempimento.

Per fare ordine, gli obblighi fondamentali da tenere presenti sono pochi ma non negoziabili:

  • registrazione dell’immobile al portale CITRA;
  • ottenimento e corretto utilizzo del CIN negli annunci;
  • comunicazione degli ospiti tramite Alloggiati Web;
  • invio dei dati sui flussi turistici secondo le modalità previste.

Un equivoco frequente riguarda la SCIA. Per la locazione turistica “pura”, senza servizi tipici delle strutture ricettive, la SCIA non è in genere richiesta. Diventa invece necessaria quando l’attività assume caratteristiche diverse. Capire in quale categoria si rientra è essenziale prima di partire, non dopo.

Un ultimo aspetto riguarda le piattaforme online. Anche quando alcune comunicazioni vengono facilitate o automatizzate, la responsabilità resta sempre in capo al proprietario o al gestore delegato. Pensare che “ci pensi la piattaforma” è uno degli errori più comuni.

Essere in regola negli affitti brevi, in Liguria, non significa affrontare una burocrazia ingestibile, ma impostare correttamente l’attività fin dall’inizio. Quando le regole sono chiare, la gestione diventa più semplice e sostenibile. Quando vengono affrontate in modo approssimativo, anche un affitto che funziona può trasformarsi in un problema.

Prima di pubblicare un annuncio o accettare la prima prenotazione, vale la pena fermarsi un attimo e verificare che l’impostazione sia corretta.
Un confronto preventivo sugli aspetti normativi permette di partire con maggiore serenità e di evitare errori che, negli affitti brevi, diventano difficili da correggere strada facendo.